Il 3 giugno 2026 è entrato in vigore il nuovo Decreto Requisiti Minimi (D.M. 28 ottobre 2025): più building automation, obblighi estesi ai sistemi BACS e nuove opportunità per la digitalizzazione del patrimonio edilizio italiano. Vediamo cosa cambia, per quali edifici e perché è una svolta anche culturale.
Decreto Requisiti Minimi: dal 3 giugno cambia il paradigma
Il 3 giugno 2026 segna una data destinata a lasciare un segno profondo nel percorso di digitalizzazione e decarbonizzazione del patrimonio edilizio italiano. È infatti entrato in vigore il nuovo Decreto Requisiti Minimi (D.M. 28 ottobre 2025), il provvedimento che aggiorna dopo oltre dieci anni il quadro normativo sulla prestazione energetica degli edifici e recepisce in modo più compiuto le indicazioni della Direttiva europea EPBD.
Molte delle novità introdotte riguardano aspetti tecnici di grande rilevanza: la valutazione puntuale dei ponti termici, la revisione dei limiti di trasmittanza, l’aggiornamento delle metodologie di calcolo dell’energia primaria, nuovi obblighi per le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici e una maggiore attenzione al comfort termo-igrometrico e alla qualità progettuale dell’involucro edilizio. Ma è sul fronte dell’automazione degli edifici che il decreto introduce una delle innovazioni più significative.
Cosa sono i BACS e perché diventano protagonisti
I sistemi BACS (Building Automation and Control Systems) sono le piattaforme che permettono di monitorare, regolare e ottimizzare in tempo reale il funzionamento degli impianti di un edificio: riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, illuminazione e consumi energetici gestiti in modo integrato e intelligente.
Con il nuovo decreto, i BACS cessano definitivamente di essere considerati una tecnologia opzionale o destinata a edifici particolarmente avanzati e diventano invece un elemento strutturale della strategia nazionale per l’efficienza energetica. È il segnale che l’edificio non è più un contenitore passivo, ma un sistema attivo capace di adattarsi ai suoi utilizzatori.
Obbligo BACS: quali edifici sono coinvolti
Il nuovo quadro normativo prevede l’obbligo di adottare sistemi di automazione e controllo di classe almeno B, secondo la norma UNI EN ISO 52120-1, negli edifici non residenziali dotati di impianti termici di potenza superiore a 290 kW. L’obbligo si applica a condizione che l’intervento risulti tecnicamente ed economicamente sostenibile, con un tempo di ritorno dell’investimento inferiore a sei anni.
La vera novità: obbligo esteso alle riqualificazioni
L’aspetto più dirompente è che l’obbligo non riguarda più soltanto i nuovi edifici o le ristrutturazioni importanti di primo livello. Viene infatti esteso anche alle ristrutturazioni di secondo livello e agli interventi di riqualificazione energetica, ampliando in modo considerevole il numero di edifici coinvolti. In pratica, ogni volta che si mette mano in modo rilevante agli impianti, la building automation entra nel perimetro delle valutazioni obbligatorie.
Un passaggio culturale, prima ancora che tecnologico
Si tratta di un passaggio culturale prima ancora che tecnologico. Per la prima volta il legislatore riconosce che l’efficienza energetica non dipende esclusivamente dalla qualità dell’involucro o dal rendimento degli impianti, ma anche dalla capacità dell’edificio di monitorare, regolare e ottimizzare in tempo reale il proprio funzionamento. È il principio secondo cui non basta consumare meglio: bisogna anche misurare e controllare in continuo.
Smart building: si apre una stagione nuova per il mercato
Per il mercato dello smart building si apre quindi una stagione nuova. Progettisti, system integrator, ESCo, installatori e produttori avranno l’opportunità di proporre soluzioni capaci di integrare HVAC, illuminazione, monitoraggio energetico e gestione intelligente degli impianti in un’unica piattaforma digitale.
Gli edifici del futuro non saranno semplicemente più efficienti: saranno edifici connessi, misurabili, controllabili e capaci di adattarsi dinamicamente ai bisogni degli utenti e agli obiettivi di sostenibilità. Il Decreto Requisiti Minimi non rappresenta soltanto un aggiornamento normativo: è il riconoscimento ufficiale che la digitalizzazione degli edifici è ormai una componente essenziale della transizione energetica del Paese.
Domande frequenti sul Decreto Requisiti Minimi e i BACS
Da quando è in vigore il nuovo Decreto Requisiti Minimi?
Il D.M. 28 ottobre 2025 è entrato in vigore il 3 giugno 2026 e aggiorna il quadro normativo sulla prestazione energetica degli edifici recependo la Direttiva europea EPBD.
Quali edifici devono installare i BACS?
L’obbligo riguarda gli edifici non residenziali con impianti termici di potenza superiore a 290 kW, con l’adozione di sistemi di classe almeno B (UNI EN ISO 52120-1), purché l’investimento sia sostenibile e con un tempo di ritorno inferiore a sei anni.
L’obbligo vale solo per i nuovi edifici?
No. La grande novità è l’estensione anche alle ristrutturazioni di secondo livello e agli interventi di riqualificazione energetica, coinvolgendo un numero molto più ampio di edifici esistenti.